“Il volto segreto di Gaia – La cerca”, Maria Lidia Petrulli (1)

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TITOLO: Il volto segreto di Gaia – La cerca
AUTORE: Maria Lidia Petrulli (BIO)
EDITORE: Il Ciliegio

L’AUTRICE DICE CHE tutto inizia su Artan, un pianeta dove coesistono due razze diverse ma non aliene fra loro. Una è la razza umana che, dopo aver raggiunto un elevato livello di tecnologia senza provocare disastri ecologici o d’altro genere, sviluppa un insolito quanto esasperato terrore della morte. La seconda razza che vive su Artan è quella degli ybridis, umana nell’aspetto morfologico, diversa da un punto di vista del funzionamento mentale. A lungo umani e ybridis hanno vissuto insieme senza rivalità eccessive, ma il terrore della morte e delle contaminazioni sviluppate dagli umani, determinano anche la nascita di una progressiva diffidenza nei confronti dei particolari poteri posseduti dagli ybridis; gli umani cominciano a temere che gli ybridis vogliano sopraffarli, e mettono in atto una strategia d’attacco con l’intenzione di sbarazzarsi di loro.

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IL DONO DELLE PIETRE

«Il Manufatto», cercò di spiegare, «lo chiamano palla di luce e fu portato dal Corvo al Popolo del Lungo Inverno affinché anch’essi conoscessero la luce del giorno. Questo è tutto ciò che sono riuscito a strappare alla saggezza degli elementi, insieme al fatto che la palla di luce si trova in un mondo in cui è accaduto qualcosa di orribile. Gli elementi parlano attraverso il tempo e la loro voce mi giunge debole, non sono riuscito ad afferrare niente di più di quel che vi ho appena detto».
Lo Spirito tacque; Ybris era molto stanco, le sue energie si spegnevano lentamente. Se i giovani avessero fallito, lui e il Monolito cui apparteneva sarebbero scomparsi insieme a ogni traccia di civiltà, ybridis e umana.
Ma lo Spirito non voleva allarmarli, il suo compito era quello di trasmettere ai due giovani la speranza, ed egli lo avrebbe fatto sinché gli elementi lo avessero sostenuto.
«Non ho nient’altro di certo per voi», disse, e dal tono della sua voce si intuiva il rammarico. Ybris amava Eistir ed Elias, amava Artan e la sua gente, umani e ybridis; Ybris era parte di tutti loro, Ybris era la fonte primaria di ogni energia.
Lo Spirito porse ai due giovani due identiche pietre viola.
«È tutto ciò che posso donarvi, sono frammenti del gentium di cui Ybris è formato; portatele sempre con voi, esse saranno la vostra guida lungo la strada che vi condurrà a ritrovare voi stessi e le origini dei vostri rispettivi talenti. Fidatevi di loro, rappresentano la parte più antica e potente del gentium. Un’ultima cosa prima che vada; nel caso vi trovaste in pericolo, con questa pietra potrete spostarvi fuori dal tempo, ma non dovrete mai dimenticare che il mondo creato dagli Arcani rappresenta una splendida illusione cui dovrete resistere. Non fatene parola con altri».
Senza attendere ulteriori domande, Ybris tremolò e scomparve, lasciando i due giovani da soli, sulla scogliera.
Nel frattempo si era levato il Sole della Notte, l’astro che inondava di luce verde il mare e la città di Globulis.
I globi della città brillavano nella notte delle luci accese al loro interno, mentre le strade sospese nel vuoto sembravano nastri luminosi che nessuno poteva calpestare; l’intera visione appariva come un innocuo insieme di grappoli colorati, splendidi a vedersi.
Sembrava impossibile che dietro tanta bellezza si celasse il pericolo.
Elias ed Eistir rimasero in silenzio, stringendo ciascuno nella mano la propria pietra.

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One thought on ““Il volto segreto di Gaia – La cerca”, Maria Lidia Petrulli (1)

  1. Faccio un po’ fatica a seguire, soprattutto per la terminologia. Non sono un’abituale lettrice di libri di fantascienza, almeno non di quella contemporanea che, se la mia impressione non è errata, mi pare un po’ contaminata dal fantasy. Comunque questo brano è davvero ben scritto, l’autrice rivela buone capacità di narrazione e uno stile elegante, soprattutto nelle parti descrittive.

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