“Il volto segreto di Gaia – La cerca”, Maria Lidia Petrulli (3)

il volto segreto di Gaia_cover

TITOLO: Il volto segreto di Gaia – La cerca
AUTORE: Maria Lidia Petrulli (BIO)
EDITORE: Il Ciliegio

L’AUTRICE DICE CHE tutto inizia su Artan, un pianeta dove coesistono due razze diverse ma non aliene fra loro. Una è la razza umana che, dopo aver raggiunto un elevato livello di tecnologia senza provocare disastri ecologici o d’altro genere, sviluppa un insolito quanto esasperato terrore della morte. La seconda razza che vive su Artan è quella degli ybridis, umana nell’aspetto morfologico, diversa da un punto di vista del funzionamento mentale. A lungo umani e ybridis hanno vissuto insieme senza rivalità eccessive, ma il terrore della morte e delle contaminazioni sviluppate dagli umani, determinano anche la nascita di una progressiva diffidenza nei confronti dei particolari poteri posseduti dagli ybridis; gli umani cominciano a temere che gli ybridis vogliano sopraffarli, e mettono in atto una strategia d’attacco con l’intenzione di sbarazzarsi di loro.

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NOSTALGIA

C’era qualcosa laggiù, qualcosa di strano che brillava alla luce del sole alto sulla linea dell’orizzonte; Adria salì a piedi su una collinetta vicina da dove poteva godere di una vista più ampia, e da lì vide la “cosa”.
Era annidata fra gli avvallamenti del terreno accidentato, estranea al paesaggio circostante. La giovane contemplò lo scintillio delle lunghe antenne e le strutture dalle forme bizzarre che si lanciavano verso il cielo dalla sommità di una cupola enorme, non aveva mai visto niente di simile e, per un attimo, la fantasia le riportò alla mente le immagini di antichi velieri trovate per caso in qualche libro negli archivi dell’Accademia, o quelle di fantasiosi progetti di macchine volanti che, molto tempo addietro, avevano permesso all’uomo di esplorare l’universo.
Ma tutto ciò era accaduto prima dell’Era del Cataclisma e quella civiltà, che avrebbe potuto cambiare l’esistenza propria e di tutti coloro che popolavano il suo sfortunato pianeta, era irrimediabilmente scomparsa.
La giovane ebbe una fitta di nostalgia per tutto ciò che mai avrebbe potuto vedere, per una libertà che era esistita in un mondo e in un tempo che non sarebbero più ritornati; il suo futuro era stato deciso da altri, lei apparteneva a quella grande asettica famiglia che era il Comando Supremo e i suoi fratelli del Codice Superiore, e non aveva alternative.
“C’è sempre un’alternativa, la troverò”.
Adria si costrinse a tornare coi piedi per terra; il gruppo le si era stretto intorno, affascinato dello strano oggetto che riposava tranquillo sulla landa deserta.

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