“Il volto segreto di Gaia – La cerca”, Maria Lidia Petrulli (4)

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TITOLO: Il volto segreto di Gaia – La cerca
AUTORE: Maria Lidia Petrulli (BIO)
EDITORE: Il Ciliegio

L’AUTRICE DICE CHE tutto inizia su Artan, un pianeta dove coesistono due razze diverse ma non aliene fra loro. Una è la razza umana che, dopo aver raggiunto un elevato livello di tecnologia senza provocare disastri ecologici o d’altro genere, sviluppa un insolito quanto esasperato terrore della morte. La seconda razza che vive su Artan è quella degli ybridis, umana nell’aspetto morfologico, diversa da un punto di vista del funzionamento mentale. A lungo umani e ybridis hanno vissuto insieme senza rivalità eccessive, ma il terrore della morte e delle contaminazioni sviluppate dagli umani, determinano anche la nascita di una progressiva diffidenza nei confronti dei particolari poteri posseduti dagli ybridis; gli umani cominciano a temere che gli ybridis vogliano sopraffarli, e mettono in atto una strategia d’attacco con l’intenzione di sbarazzarsi di loro.

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L’AZZURRO MONDO DI DENTRO

A dispetto del suo essere caparbio, quel cosmo alieno continuava a farsi beffe di lui sfidando le capacità di comprensione della sua intelligenza e continuando a non dargli risposte; lo scienziato non riusciva a dare un significato soddisfacente all’esistenza di quella straordinaria invenzione e le aveva coniato l’unico nome gli fosse venuto in mente, “l’azzurro mondo di dentro”, perché si trovava nel cuore della terra, inviolabile ed estraneo alla realtà esterna.
Apparentemente, il “mondo azzurro” non aveva pareti o confini, non c’erano punti di riferimento né alcunché di solido cui ancorarsi eppure, Benjamin Pasqual si era reso conto che, dietro quel magma in cui sembrava di affogare, poiché nessun uomo può sopravvivere là dove non esistano certezze, fisiche o mentali che siano, doveva esserci qualcos’altro di fruibile, qualcosa in cui fosse possibile muoversi e orientarsi e che doveva rispondere a esigenze di livello superiore, a una tipologia di vita che lui poteva solo vagamente intuire. Pasqual aveva affrontato il terrore di cadere in balia della parte più irrazionale di sé, aveva combattuto contro l’angoscia di crollare fra le braccia della follia e di restare imprigionato nel magma azzurrino. Lo scienziato si era costretto a resistere, a tracciare una traiettoria precisa e ad avanzare verso di essa affondando nel magma impalpabile, finché la sua mano non aveva toccato la superficie fredda e solida di una parete.
Usando questa rassicurazione come punto di forza, Benjamin Pasqual aveva affrontato lo spiacevole stato di stordimento che il “mondo azzurro” gli provocava, quindi si era fermato ad aspettare. Dopo un tempo lunghissimo avevano cominciato a corrergli incontro delle immagini; abbastanza familiari all’inizio, rappresentavano scene appartenenti a realtà vissute, lette o immaginate, come se in quel luogo ci fosse qualcosa d’incomprensibile capace di leggere o carpire dalla sua mente le informazioni che voleva, oppure traeva quelle informazioni da una mente universale di cui la sua faceva parte; mentre provava ad addentrarsi maggiormente in quella cosa che aveva battezzato “mondo azzurro”, le immagini erano diventate più complesse e intricate, incomprensibili poiché cedevano il posto a una valanga di numeri che si accavallavano in un susseguirsi senza fine. Da loro scaturiva una teoria illimitata di formule, come se fossero le pareti stesse a vomitare quella marea di numeri variamente assemblati. Benjamin Pasqual non era mai riuscito a resistere e aveva dovuto abbandonare il campo per guadagnare la realtà da cui veniva: il “mondo di dentro” lo accoglieva, lo passava al setaccio e lo valutava e, infine, lo sputava fuori, rifiutandolo

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2 thoughts on ““Il volto segreto di Gaia – La cerca”, Maria Lidia Petrulli (4)

  1. Dei quattro assaggi, tutti gradevoli, questo è quello che ho apprezzato maggiormente. Qui si rivela la potenza narrativa dell’autrice. La lettura intriga e le immagini affascinano. Complimenti!

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