“Eiynthra – Quinta Era della Natura”, Jaylin Willow (3)

Eiynthra
TITOLO: Eiynthra – Quinta Era della Natura
AUTORE: Jaylin Willow
EDITORE: Wondermark Libri

L’AUTORE DICE CHE quanto state per leggere è parte di un racconto Fantasy ambientato in terre diverse da quelle oggi conosciute, in un tempo indefinito che non rispecchia né il passato né il futuro dei nostri giorni. Le prime pagine sono riportate esattamente come nel libro, in modo tale che il lettore possa avere ben chiara l’impronta che poi avrà l’intera storia. In aggiunta, ha scelto una piccola scena ambientata all’incirca dopo la metà del libro, dove uno dei protagonisti, Vearìlee, si troverà in serio pericolo. La storia si snoda attraverso differenti Ere. Qui sono riportate parte della Quinta Era della Natura, e ciò che ha dato origine alla Prima Era della Natura, ossia la storia della giovane Annabelle.

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IL KFELGART SINCRAMJ

Ogni notte, prima che il Qidrigi Oscuro terminasse, Vearìlee si recava all’Accademia, nel campo di addestramento dei Guerrieri. Giunto sul posto, attendeva il soldato incaricato di addestrarlo, che molto spesso e volentieri, veniva sostituito da Amyntas, Nerva o Amalric. Quest’ultimo aveva abilità superiori a chiunque altro nelle tecniche di difesa. Amalric capiva ogni volta come parare i differenti colpi, sfruttando i punti lasciati scoperti dall’avversario, per sferrare attacchi mortali.
Il Primo Comandante aveva spiegato agli incaricati di addestrarlo che si trattava di un talento naturale, per cui gli allenamenti mattutini sarebbero stati un supplemento a quelli serali, tenuti dopo le ore di studio dell’Accademia. Per non destare troppi sospetti, Amyntas raccontava d’istruire personalmente Vearìlee, in un posto lontano dal campo di addestramento dei Guerrieri.
Come ogni altro giorno, all’inizio dell’allenamento mancavano diversi minuti, e Vearìlee era già sul campo in attesa del suo Maestro, così come le aveva insegnato Neelam la prima volta “Bisogna sempre arrivare in anticipo, prima dell’arrivo del Maestro”. Da allora non era mai stato considerato in ritardo, per quanto i suoi orari erano divenuti improponibili. Da tre anni, ormai, dormiva al massimo quattro ore per notte, mangiando rapidamente quando ne aveva occasione e dividendo le sue giornate sempre nello stesso identico modo: sveglia, rapida colazione e preparazione, allenamento mattutino per la via del Guerriero, lezioni all’Accademia, esercitazioni per la via della Magia fino al Qidrigi Oscuro, una cena veloce, e poi studiare fino all’inoltrarsi del Qidrigi Oscuro. Infine dormiva il tempo rimastogli, anche se, in rare occasioni, capitava di doversi privare anche di quello. Sembrava incredibile come potesse resistere a una simile fatica, ma per lui era ormai abitudine.
Vearìlee ancora non sapeva chi avrebbe avuto come Maestro in quell’occasione. Si aspettava d’incontrare il Comandante di Secondo Grado Nerva, dato che erano molti giorni che non aveva uno scontro con lui. Nerva era un Guerriero molto abile, e il suo punto di forza era certamente la dedizione e la volontà nel servire Eiynthra e la Natura. La sua condotta era sempre stata impeccabile, così come il suo stato di servizio. Doti che gli garantivano un grande prestigio, e che per questo meritava di essere preso come esempio da seguire. I minuti passavano, ma nessuno ancora si era intravisto.
A un certo punto, Vearìlee sentì dei passi leggerissimi provenire alle sue spalle.
“Percepire il minimo cambiamento”
Suppose di essere nuovamente sottoposto a una prova di abilità, e prima che la figura fosse alle sue spalle, si voltò con il busto per smascherarne le intenzioni. Vearìlee sentì l’agitazione crescere quando trovò un Kfelgart Sincramj a pochi passi da lui, pronto a colpirlo. Il movimento eseguito per voltarsi, gli permise di scattare lateralmente, evitando il primo colpo che sicuramente sarebbe stato fatale. Il Kfelgart mostrava una determinazione e una rabbia che Vearìlee non aveva mai affrontato prima d’ora. I combattimenti effettuati fino al giorno prima avevano il compito di addestrarlo, e per questo non aveva mai percepito cattive intenzioni da parte dei suoi avversari. Il Kfelgart possedeva un pugnale dalla lama rosata, il che significava che l’arma era avvelenata. Sarebbe bastato un solo taglio per venirne infettati, e da quanto aveva appreso all’Accademia, al momento del contatto si aveva meno di un’ora prima di morire lentamente. Vearìlee rimase calmo, e anche se non aveva nessuna arma con cui difendersi, decise di tentare di fermare il Kfelgart e prendergli il pugnale avvelenato. Iniziò a girargli intorno, in attesa di una sua mossa, mentre il suo nemico sibilava come un serpente pronto al prossimo attacco. Il Kfelgart si decise e balzò in avanti.
Il suo salto fu tanto alto che gli permise di nascondersi nel cielo ancora velato dal Qidrigi Oscuro, come se avesse usato una variante del Respiro del Vento. Vearìlee sapeva che non era così, e che tra poco sarebbe disceso su di lui come un uccello rapace sulla sua preda. Avrebbe potuto sfruttare il Respiro del Vento e inseguirlo, ma preferì attendere pazientemente. Socchiuse gli occhi, ascoltando ogni suono. “Percepire il minimo cambiamento”. Per quanto il vento soffiasse delicato, non vi erano altri suoni nell’aria. Fu semplice individuarlo. Esattamente alle sue spalle sentì un leggero fischio. Attese solo un istante, e poco prima che il Kfelgart lo colpisse, Vearìlee iniziò la sua difesa « Magia del Caos: Tornado! ». Una colonna di vento prese vita attorno al giovane Vearìlee, innalzandosi verso il cielo nero. Il Kfelgart non riuscì nemmeno a sfiorare il suo bersaglio, rispedito verso l’alto dalla forza inesorabile di quel turbine che lo aveva investito. Il colpo fu tale che il Sincramj lasciò cadere il pugnale avvelenato, che trascinato dal vento, venne lanciato lontano. Vearìlee distinse il luccichio della lama nell’oscurità notturna « Magia Strutturale: Respiro del Vento! ».
Mentre il Sincramj veniva lacerato velocemente dal Tornado, il giovane Vearìlee si lanciò all’inseguimento del pugnale. In pochi secondi lo raggiunse, e studiandone il movimento, attese il momento propizio per impugnarlo correttamente. Quando lo ebbe in mano, tornò con la stessa rapidità al campo di addestramento dei Guerrieri, dove l’effetto del Tornado era finito. Il Kfelgart Sincramj non era stato ucciso, così come Vearìlee voleva.
Lo avrebbe immobilizzato fino all’arrivo del suo Maestro, il quale avrebbe sicuramente saputo cosa fare di lui. Il Kfelgart riportava gravi ferite su tutto il corpo. In alcuni punti mancava la carne, strappata via dal Tornado che non aveva ascoltato le grida del dolore inflitto. Vearìlee fu subito sul nemico. Il Kfelgart tentò di scappare cercando la fuga in uno sforzo, ma prima che si rialzasse, il giovane gli spezzò entrambe le gambe con dei colpi ben assestati.
Il Kfelgart si voltò verso di lui « Non… Non tu… ».
Vearìlee non comprese di cosa stesse parlando, e prima che potesse interrogarlo, si scorse una figura in lontananza, che poco alla volta aumentò il passo verso di loro. Il Comandante di Secondo Grado Nerva giunse in un battibaleno vicino a Vearìlee, e quando si assicurò che il giovane stesse bene, si concentrò per interrogare il Kfelgart « Rispondi: qual era il tuo obiettivo? ». Il Sincramj non diede nessuna risposta. Nerva riprovò con maggiore decisione « Rispondi, o sarai punito con la morte! Qual era il tuo obiettivo? ». Dal Kfelgart non si udì nessuna parola. Nerva fece per sollevargli la testa con la mano, quando Vearìlee ebbe un’intuizione: scattò più rapido che poté e tirò indietro il Comandante di Secondo Grado con tutta la forza disponibile. In quell’istante il Kfelgart sputò dalla bocca un potente veleno che fece appassire subito i fili d’erba del prato sul quale stavano. Il Kfelgart morì, senza lasciare una sola informazione agli Eiynthra. Nerva invece era sano e salvo, grazie alla prontezza di Vearìlee.
A Costimeti, la morte del Kfelgart Sincramj era stata correttamente prevista. Fu grazie a piccole informazioni raccolte in giro per Kreryam, che i Sincramj appresero la notizia di alcuni ufficiali dell’Esercito Eiynthra, intenti ad allenare giovani talenti al campo di addestramento dei Guerrieri, sin dalle ultime ore del Qidrigi Oscuro. Questo permise di architettare l’imboscata verso uno di loro. A dire il vero, non importava chi fosse l’obiettivo, ciò che contava era far sì che gli Eiynthra si sentissero vulnerabili, costringendoli a commettere un errore. La sola cosa che il clone Re Lerejox non sapeva, era che il sicario era stato fermato da Vearìlee e non da Nerva. Gli Eiynthra avevano messo in circolo quella falsa notizia per tentare di nascondere le capacità del giovane Vearìlee. Il Mago era certo che l’attacco era stato sventato perché Lilias aveva provveduto a informare Nerva, salvandogli così la vita. Il Kfelgart sarebbe servito per tentare di scatenare una piccola azione da parte degli Eiynthra, i quali già in passato avevano reagito a provocazioni simili. Non davano mai segni di violenza, ma lanciavano piccoli avvertimenti utilizzando la Magia del Caos, senza però nuocere a nessuno. Nel momento in cui si sarebbe verificato questo episodio, il Mago avrebbe atteso la fine dell’avvertimento, per poi scatenare un vero e proprio attacco, distruggendo il villaggio o la città scelta dagli Eiynthra, tenendo così vivo l’odio verso i nemici giurati. Passarono diversi giorni senza che nulla accadesse. Il Mago ebbe timore per qualche istante che Lilias lo avesse scoperto, ma se così fosse stato, si sarebbe di certo già trovato arrestato o addirittura ucciso.

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