“Alata”, Grazia Brambilla

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TITOLO: Alata
AUTORE: Grazia Brambilla (BIO)
EDITORE: Montag Edizioni

L’AUTRICE DICE CHE Chiara è una protagonista che non dimenticherete. Non è come tutti di noi, è una creatura con un destino segnato che sembra volerle riservare solo brutte sorprese. Chiara è in lotta contro l’intera Volta Celeste, vittima di un’intima sofferenza, ma al suo fianco si schiera Binael, Ordinatore dell’Universo che la condurrà, passo dopo passo all’accettazione della sua vera e magnifica natura. Si susseguono, pagina dopo pagina, incontri tra personaggi differenti tra loro di cui viene appronfondito l’aspetto psicologico. Personaggi a cui Chiara è, e non è particolarmente legata , ma che lasciano una impronta profonda nel suo modo di vedere la vita. La storia si snoda tra le pagine di Alata, in modo alquanto imprevedibile ed il finale è magistralmente descritto.
Alata è una storia per tutti coloro che amano guardare oltre. Apprestatevi alla lettura, liberando la mente da qualsiasi aspettativa perchè non tutto sarà come potrete immaginare.

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LA FIAMMA DEL CAMINO

La fiamma del camino che balla sulla parete come un corpo in preda ad un delirio, mi ipnotizza. Mi si avvicina ed io le faccio un cenno di assenso. Mi rapisce gli occhi e la bocca ma riesce a non procurarmi alcun dolore fisico. Li trasporta lontano. Intravedo appena delle ombre nel luogo in cui mi trovo. Sono sempre più vicine. Sono diverse tra loro nella forma e hanno tonalità di azzurro differente a seconda della durata della loro permanenza in questo non luogo. Il colore è più scuro per quelle che da poco tempo mi hanno lasciata. Mi accorgo che posso parlar loro e che non ho alcuna paura. La fiamma mi guarda e, gentilmente, mi spinge un po’ più vicino. Cosa sta accadendo? Le vedo meglio ora. Le riconosco tutte. Sono un graffio profondo nel mio cuore. Sono la mia pena più grande. Non hanno viso. Non occorre. Sono la pura e chiara essenza di loro stesse e così mi appaiono. Si rincorrono, giocano e volteggiano davanti al mio sguardo pieno di stupore e di amore.
Vorrei essere come esse sono. Libera. Non so esattamente che fare e d’istinto le chiamo per nome. Si librano nell’aria e si fermano ad ascoltarmi stabilendo un contatto che va oltre la mia aspettativa. Mi fanno sapere che sono felici. L’emozione che mi scuote è così grande che le parole si arricciano nella mia mente trasformandosi in frasi incomprensibili. Ma non ha importanza perché ciò che voglio far sapere brilla nei miei occhi. Resto immobile a godermi questo momento mentre si rafforza in me la certezza che nessuno muore mai del tutto. Ci siete ancora e mi state dando il coraggio di svegliarmi domani mattina. Sento la vostra luce ed ora so esattamente cosa state provando. Vi sentite bene e siete tornati come bambini, come bianche statue ancora da scolpire. Tendo una mano, ma un tocco leggero mi chiude gli occhi.
E’ ora di tornare. Non voglio andarmene. La fiamma mi riporta alla mia lunga notte senza stelle

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